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CENTRO ACCOGLIENZA VITA 
Via Lungotronto n. 2, 63100 ASCOLI PICENO (AP)
Tel. 0736 261687 - mail: info@cavascolipiceno.it
ORARIO APERTURA: LUNEDI' e VENERDI' DALLE ORE 10 ALLE 12
FUORI ORARIO 349.7262801 - 335.5856325 - 0736 258889
 
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Attività Assistenziali

 

Il CAV, fin dai suoi inizi, ha svolto un servizio prezioso, qualificato da attento riserbo e delicatezza nell'entrare in contatto con mam­me in difficoltà ed ha cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso mezzi di informazio­ne: locandine collocate alle por­te delle chiese, nelle farmacie, presso alcuni ambulatori medici, mediante manifesti in occasione di iniziative varie, per esempio la "giornata per la vita," volantini e opuscoli.

Talvolta le diret­te interessate hanno telefonato al numero del CAV letto su una locandina per chiedere un col­loquio e far presenti problemi e difficoltà.

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Poiché il colloquio è la fase preliminare più delicata, l'operatrice del Cav con la massi­ma discrezione invita a riflettere sulla scelta, ad apprezzare il va­lore della maternità, a prendere coscienza dello sbocciare di una nuova vita e delle conseguenze di una decisione negativa ma soprattutto rompe la solitudine e l'angoscia di una mamma in atte­sa, assicurando il segreto e l'aiu­to incondizionato del CAV, nello spirito di un servizio improntato alla carità nella verità.

Qualche volta ci si  rivolge al Consultorio familiare di ispirazio­ne cristiana (Ciaf) per consulenze riservate.

Per un ulteriore aiuto ci si può rivolgere al "telefono rosso" che eroga un servizio di consulenza sui rischi riprodutti­vi.

Il Cav assiste le donne che, in stato di gravidanza, nubili o sposate, sono tentate di ricorrere all'abor­to volontario per problemi sani­tari, economici e familiari.

A volte si tratta di donne che han­no vissuto casi drammatici o fat­to esperienze traumatiche e han­no quindi bisogno di un sostegno anche psicologico per avviare un lento processo di ricostruzione della personalità, perché ritrovi­no se stesse e prendano coscien­za di sé come soggetti responsa­bili.

Perciò l'attività assistenziale non è mai fine a se stessa: essa è un servizio alla persona, nel rispetto della sua dignità, e perciò tra- scende gli aiuti materiali, pur ne­cessari a risolvere casi contingen­ti, per tendere a una finalità supe­riore, che è puramente formativa, quella cioè che la donna ritrovi un certo equilibrio, impari ad assu­mersi la responsabilità di crescere un figlio, a cercare un lavoro per rendersi autonoma.

In questo modo sì raggiunge una convergenza fra attività assisten­ziale e quella culturale, perché en­trambe tendono al discernimento di scelte ponderate e alla matura­zione di personalità più consape­voli.

 

Attività assistenziali

 

Attività culturale