Hai bisogno di aiuto ?

Ai Centri di Aiuto alla Vita possono rivolgersi:
la donna o la coppia che aspetta un bambino e si trova in difficoltà;
la donna o la coppia che ha abortito e sente il bisogno di un sostegno.


I Centri di Aiuto alla Vita offrono servizi quali:
accoglienza con colloqui e percorsi personalizzati
sostegno alla donna o alla coppia in difficoltà;
ospitalità per la madre e per il bambino nelle propria casa di accoglienza;
distribuzione di corredino e attrezzature per neonato.

Bilancio Attività

0

350

è questo il numero dei bambini che, in tutti questi anni di attività del Cav di Ascoli a sostegno della vita nascente, sono stati salvati dall’abor­to; con loro sono state sostenute e aiutate anche le mamme nel superare difficoltà di ogni genere, superiori a volte anche alle loro forze e possibilità, se non fossero state supportate dall’aiuto e dalla vi­cinanza di volontari generosi.

Nessuna di esse però si è mai pentita di aver accol­to la vita; infatti l’esperienza e seri studi psicologici stanno a dimostrare che, tutelando la nascita del bambino, si libera d’altra parte anche la mamma da quell’angoscia inevitabile che accompagna il rifiuto di un figlio e che conduce molto spesso a gravi pa­tologie psico-fisiche.

In questi anni l’attività del Cav non si è solo rivolta alle madri a rischio di aborto, ma a moltissime altre donne con bambini piccoli, bisognose di aiuto, che sono state assistite con offerte in denaro, corredi­ni, alimenti per l’infanzia, carrozzine, lettini, nonché con una vicinanza umana e una consulenza specia­listica, di tipo sanitario o giuridico, nei non pochi casi di necessità.

Testimonianze

 è una donna coniugata, con tre figli e un lavoro a mezzo ser­vizio; il marito è artigiano: situa­zione quasi tranquilla. Ad un certo momento si verifica una brutta svolta: il marito, colpito da infarto, deve sospendere il lavoro pesante precedentemente svolto, e lei si ri­trova incinta. Arriva a due mesi e mezzo di gestazione fra pressioni di amici, parenti, conoscenti per­ché interrompa la gravidanza. E’ già pronto il certificato di i.v.g. (interruzione volontaria gravidan­za) ma lei, presa dall’angoscia, ri­manda l’intervento e si tormenta. Si confida con l’assistente sociale di una struttura sanitaria la quale la indirizza al Cav. Qui riceve le più ampie assicurazioni di ogni tipo di aiuto e, già al primo colloquio, an­che una busta con un consisten­te contributo. Maria, trasecolata, quasi incredula che ci possa es­sere gente disposta a sostenerla senza alcun compenso, si rianima, riprende fiducia, strappa il certifi­cato, decide per il sì alla vita. La storia continua con pagine belle di responsabile impegno da parte del Cav, di apertura da parte di Maria e del marito che viene aiutato con il procurargli lavo­retti leggeri presso famiglie no­stre conoscenti, con una catena di solidarietà e di gesti concreti (contributi in denaro, vestia­rio, attrezzatura per neonato. Nasce una bimba bellissima. La mamma lavora a domici­lio, il marito saltuariamente e, quando ci sono difficoltà, il Cav è sempre disponibile come punto di riferimento. Maria, ormai fiduciosa, ci ha inviato una vicina sua amica, anch’essa in difficoltà.

Maria

studentessa di scuola me­dio-superiore, (16 anni) ha rap­porti con un ragazzo che fa uso di droga. Trovandosi incinta (2° mese inoltrato), va all’A.I.E.D. dove le viene detto che, per la condizione del partner, il nascitu­ro potrebbe avere malformazioni. Anna decide per l’aborto. Durante l’iter sanitario per le analisi e i con­trolli incontra un’infermiera che la prende da parte e le dice:”perché ti vuoi rovinare l’esistenza con i rimorsi?” Di fronte alle risposte un po’ beffarde della ragazza, l’infermiera non desiste le mette in mano un foglio con il numero di telefono del Cav. Anna telefona, chiede notizie su finalità e compiti e si presenta di persona. In se­guito a lunghi e ripetuti colloqui la decisione è positiva. Si instau­ra un rapporto di amicizia con le collaboratrici Cav, che le offrono un aiuto affettuoso e concreto, soprattutto psicologico ( non tan­to economico perché la famiglia è benestante).

Quando, in occasione della nasci­ta del bambino, sanissimo e bel­lissimo, le volontarie del Cav van­no a trovarla al reparto maternità, dice loro soddisfatta: ” guardate che pezzo di figlio! E all’AIED mi avevano detto che sarebbe stato malformato!”

In seguito Anna ha ripreso gli stu­di, ha sposato il ragazzo che ha trovato lavoro; la nuova famiglia è serena: persino i genitori di lei si mostrano comprensivi con la figlia e grati verso il Cav quando hanno appreso tutta la vicenda.

Anna

studentessa (15 anni), che ha lasciato la scuola, abita in un paesino molto lontano dal ca­poluogo di provincia. Trovandosi incinta ha il terrore di parlarne a casa. Sollecitata dal ragazzo e dalle amiche ad abortire, ha al suo fianco una sola amica che la sostiene e le consiglia di portare avanti la gestazione. Sprovvedute tutte e due, non sanno quale stra­da seguire, finalmente si ricorda­no che una volta, a scuola, una professoressa, parlando di quei problemi, aveva detto che esisto­no dei Centri per la vita. Allora consultano l’elenco del tele­fono e, cercando tra i vari Centri, ne trovano uno intestato “Centro per l’Accoglienza della Vita” e te­lefonano.

Dopo il primo aggancio. Ecco la ricerca dei modi d’incon­trarsi, finché alcune volontarie del Cav, per superare le distanze, vanno a trovarle in un paese vici­no (per non dare nell’occhio) e ri­solvono il problema più spinoso di avvertire e rabbonire la mamma. Dopo la prevedibile burrasca, pian piano la situazione si rasserena, specialmente dopo che si è supe­rato l’altro scoglio di….placare le ire paterne..

Ormai il più è fatto: il bambino (Kg. 4,500 alla nascita) diventa il cocco dei nonni; per il battesimo, festa grande e regali da tutto il paese.

Luciana

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Cav Ascoli Piceno ODV

SEDE OPERATIVA PRINCIPALE:
Largo Scornavacca 1 (ex Largo Cattaneo 3, vicino alla chiesa di San Vittore, tra l’ex seminario vescovile e lo stadio Squarcia) 63100, Ascoli Piceno

Telefono: 371/4343268

SEDE PRESSO IL PAS-POLO ACCOGLIENZA E SOLIDARIETÀ

viale de Gasperi 5, 63100 Ascoli Piceno

 

SEDE LEGALE

via Lungotronto Bartolomei 2, 63100 Ascoli Piceno

 

Telefono per emergenze: 371/4340506

Telefono per appuntamenti: 371/4343268

 

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Siamo aperti in Largo Scornavacca 1

(ex Largo Cattaneo 3, vicino alla chiesa di San Vittore, tra l’ex seminario vescovile e lo stadio Squarcia)

martedì h. 17.00 -19.00

giovedì h. 10.00 – 12.00

Si raccomanda di telefonare sempre prima per prendere un appuntamento. 371/4343268

Per esigenze particolari e urgenze è possibile concordare giorni e orari diversi con le volontarie.

L’ufficio presso il PAS apre: giovedì h. 10.00 – 12.00

In entrambi i casi, siamo in pieno centro cittadino, a pochi passi dalle fermate degli autobus di fronte all’Hotel Gioli (detto “Jolly”)

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