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CENTRO ACCOGLIENZA VITA 
Via Lungotronto n. 2, 63100 ASCOLI PICENO (AP)
Tel. 0736 261687 - mail: info@cavascolipiceno.it
ORARIO APERTURA: LUNEDI' e VENERDI' DALLE ORE 10 ALLE 12
FUORI ORARIO 349.7262801 - 335.5856325 - 0736 258889
 
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-1979- come nasce il CAV:

 

"Il Centro Accoglienza Vita (CAV) di Ascoli si è costituito nel febbraio del'79, per inizia­tiva dell'Ecc. mo Vescovo dioce­sano, Mons. Marcello Morgan­te, e con l'adesione di un pic­colissimo numero di volontari, determinati a servire la causa della vita nascente, senza mez­zi, senza sede, ma con grande entusiasmo e fiducia nella Prov­videnza".

Così inizia una relazione di Eu­genia Scornavacca che, in assidua collaborazione col Vescovo Mons. Morgante, è stata in questi anni l'organizzatrice convinta e creativa dell'opera del CAV. Entrata casualmente in questo settore della pastorale, ne è stata l'anima feconda.

Agli inizi, con la presentazione dei primi casi, la cerchia dei collaboratori si è subito allargata attivandosi per procurare corredini per neonati, carrozzine ed aiuti di vario genere. Nel frattempo la raccolta delle fir­me per la proposta del referendum abrogativo della legge 194/78 sul­l'aborto e la celebrazione del refe­rendum stesso, nel 1981, ampliò l'azione del CAV, estendendola ad

un'opera di corretta informazio­ne e formazione nelle parrocchie della città e in quelle della diocesi. "Anzi, si promosse - ricorda Eu­genia Scornavacca nella relazione sopra citata - un incontro a Lore­to con il coinvolgimento dei primi simpatizzanti delle varie diocesi della regione: incontro improvvi­sato ma ricco di promesse, molto numeroso, partecipato, concluso con impegni precisi. Così il CAV di Ascoli, per qualche tempo, è diventato punto di riferimento per la regione, finché non sono sorti altri CAV locali".

L'attività di informazione per una corretta scelta da parte degli elettori nel referendum sull'aborto portò an­che ad una collaborazione con il Movimento nazionale per la vita, allora e tuttora presieduto dal­l'On. Carlo Casini,

Casini

 che ebbe modo di conoscere e stimare Eugenia, nei  contatti telefonici , per la sua instancabile e perspi­cace azione organizzativa. Furono mesi di intenso lavoro in cui, con tutte le parrocchie della diocesi, furono promossi collega­menti che stabilivano per ognuna un referente e furono inviati laici preparati per un'azione formativa che potesse chiarire il problema e fare presente la gravità del momento.

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